27 luglio 2018

RITORNARE UMANI


Il rabbino disse ai suoi studenti: 
«Sapete come possiamo determinare l’ora dell’alba, 
quando la notte finisce e il giorno inizia? 
È quando potete guardare 
il volto di un essere umano 
e avere in voi abbastanza luce 
per riconoscerlo fratello e sorella. 


Fino a quel momento è notte, 
e c’è ancora buio». 

(racconto chassidico) 

22 luglio 2018

PRENDITI TEMPO PER DONARE TEMPO

L'ARTE EVANGELICA DELLA COMPASSIONE PER RESTARE UMANI

Prenditi tempo per pensare, 
perché questa è la vera forza dell’uomo. 

Prenditi tempo per leggere, 
perché questa è la vera base della saggezza. 

Prenditi tempo per pregare, 
perché questo è il maggior potere sulla terra. 



Prenditi tempo per ridere, 
perché il riso è la musica dell’anima. 

Prenditi tempo per donare, 
perché il giorno è troppo corto per essere egoisti. 

Prenditi tempo per amare ed essere amato, 
è il previlegio dato da Dio. 

Prenditi tempo per essere amabile, 
questo è il cammino della felicità. 

Prenditi tempo per vivere! 

Pablo Neruda 

«Gesù, sceso dalla barca, vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose». Vangelo di Marco 6, 34.
XVI domenica Tempo Ordinario - anno B

26 giugno 2018

Le sorprese dell'amore


Se hai a cuore davvero qualcuno, 
se vuoi stargli accanto
se vuoi aiutarlo
se vuoi carezzare il suo cuore
alleggerire la sua fatica
dargli ali per volare
e parole per sorridere...
 

 Se hai a cuore davvero qualcuno
non aspettare che ti chieda qualcosa
non stare immobile in attesa di soddisfare un suo bisogno
per sentirti un "buon amico"...
 L'amicizia come l'amore è dinamismo
è SORPRESA
è rischio di far qualcosa anche se inutile
anche se sbagliata.

È osare...
Osare di essere inoppportuno
osare di apparire invadente
osare di non essere capito
e però esserci!
Far sentire che ci sei
far sapere che sei coinvolto nel suo mondo che è anche il tuo...
Rendere palpabile il NOI...

Se hai a cuore qualcuno
le regole dei buoni comportamenti divengono stantie
le logiche razionali, muffe maleodoranti
il calcolo delle opportunità, uno sterile meccanismo.

Non aspettare che l'altro ti chieda di amarlo.
Abbi il coraggio del primo passo
del primo sorriso
della mano pronta per far sentire la tua voce profonda.
Sii sorprendente!

L'amicizia, come l'amore, deve sorprendere!
Dare amore prima di riceverlo
rischiando di non riceverlo...
Amare perché l'altro è l'altro,
non perché la pensa come me
non perché ci capiamo
non perché abbiamo gli stessi principi o interessi...

Se hai a cuore qualcuno
vuoi che  sorrida,
vuoi che stia bene con se stesso,
vuoi che rida e sia felice...
Allora sorprendilo, e anche se la sorpresa non riesce 
- di solito la sorpresa libera funziona sempre! -
non importa. Ridici su... e riprovaci.
 
La sorpresa è grazia e profezia.
Un arcobaleno nel grigiore, un torrente nel deserto,
un coro melodioso nel mutismo dilagante.
La sorpresa è la forma dello spirito. 


26 giugno 2018



17 giugno 2018

COLTIVARE IL "GIARDINO" CON PASSIONE

L'immagine del seme da piantare e coltivare è quanto mai attuale in questo tempo, che vede Palermo la città scelta da #Manifesta12, la Biennale nomade europea, proprio come un "GIARDINO PLANETARIO", in cui "COLTIVARE LA COESISTENZA". Nel principio che anima l'evento, la nostra "memoria" e il nostro "futuro".  
Ancor più che per un comune giardino, coltivare la "scelta di seminare" dentro di sé e nella comunità che si abita richiede consapevolezza ed energia.
Una PASSIONE, la passione di seminare, l'impegno di coltivare. 

- «Intendo per "passione" la capacità di resistenza e di rivolta; l’intransigenza nel rifiuto del fariseismo, comunque mascherato; la volontà di azione e di dedizione; il coraggio di "sognare in grande"; la coscienza del dovere che abbiamo, come uomini, di cambiare il mondo in meglio, senza accontentarci dei mediocri cambiamenti di scena che lasciano tutto com’era prima; il coraggio di dire di no quand’è necessario, anche se dire di sì è più comodo, di non "fare come gli altri", anche se per questo bisogna pagare un prezzo”.
(Gianni Rodari, Educazione e passione)


* Il seme, anche  «il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno, quando viene seminato, cresce e diventa grande...». Vangelo di Marco 4, 31-32.


16 maggio 2018

OGNI GIORNO DI VITA È PREZIOSO

Ogni giorno, qualunque cosa accada, è un mosaico di volti, di emozioni, di possibilità, un mondo imprevedibile da scoprire. Un'alba, un sole, una notte... un nuovo giorno.
 
Ieri ho appreso della morte di una persona con cui una trentina d'anni fa ho percorso un tratto di strada insieme.Era più giovane di me di sette anni.
Ho pensato ai miei ultimi sette anni: così straordinariamente intensi di vita, di incontri, di lacrime e di sorprese inimmaginabili.
Quanto tempo si spreca, quanto tempo lasciamo scorrere inerti, insoddisfatti, incapaci di apprezzare ciò-che-è.
Ogni giorno è un giorno nuovo... dipende da noi che sia anonimo, insignificante o eterno.

13 maggio 2018

Abbraccio e fede


L'energia, la bellezza, il potere delle mani.
"Mani e fede" come "mani e parole" sono binomi inscindibili.

A nulla serve parlare se non si opera, a nulla serve pensare la bellezza se non si crea qualcosa. Vana è la nostra fede se non si trasmette l'energia di un amore salutare, di un'esperienza che ti fa "sentire bene".

Nelle nostre mani, la forza e la bellezza di un amore più grande.
Attraverso le mani possiamo praticare l'arte della prossimità.
Una carezza, un abbraccio possono riaccendere una giornata anonima, ridonare fiducia ad una persona immersa nella solitudine, a chi è inaridito dal troppo attivismo e da un desertico disincanto.
A tutti è possibile avvicinarsi a chi è triste dentro, con occhi e mani che accarezzano e abbracciano e sperimentare che «Dio salva e lo fa attraverso le persone»*.
Forse troppo prodighi nel dire parole, siamo avari di gesti davvero ri-creativi. Un abbraccio ci fa risalire nel cielo del cielo, acqua per un cuore arido, luce in una notte buia.


















* Romano Guardini.



11 maggio 2018

CITTADINANZA RESPONSABILE

Può apparire banale il racconto di questo episodio, proposto come "omaggio-ricordo" a Peppino Impastato, ma "fare memoria" per me significa non solo partecipare a cortei, conferenze o processioni, piuttosto vivere nel proprio quotidiano il sogno e i principi di persone che sono state autenticamente libere...

La farmacia che frequento è divisa al centro da una scaffalatura, ai lati della quale stazionano i clienti in fila, con il numero prelevato all'ingresso. Un tabellone elettronico indica il turno. Ieri pomeriggio una sgradevole esperienza, non tanto in sé, quanto perché metafora di un vivacchiare dilagante rassegnato e anonimo. Entrando, prendo il numero 100 e mi metto in fila; stanno servendo il 94.
La scaffalatura divisoria finisce circa un metro e mezzo prima di arrivare al bancone dietro il quale si trovano i dottori impiegati nel servizio vendita, dunque della fila accanto si vedono solo i due clienti che si trovano di fronte al medico.
La  mia fila si è bloccata, come spesso accade, ma è il numero che conta... Dalla fila di destra giunge un tale, indefinibile se si vuol mantenere la decenza del linguaggio: ampio e tondeggiante panzone ricoperto da giubbotto cerato rosso fiammeggiante, ovviamente firmato. 
Io vengo dopo la signora, afferma con aria spavalda alle spalle della cliente che si sta avvicinando al bancone..
Tutti a guardarlo, ma nessuno parla. Rifletto un attimo. Non ho l'abitudine di creare alterchi, ma ieri qualcosa mi ha sollecitato a non tacere.
Con tono chiaro e pacato chiedo: "Scusi, ma che lei venga dopo la signora chi lo ha deciso? Che numero ha?
Quando sono entrato ero distratto e non ho preso il biglietto. Ma io vengo dopo la signora.
- Allora se il biglietto non ce l'ha lo vada a prendere e si metta in fila come tutti.
Il tale rimane spiazzato per un attimo, poi dice con tono disgustato:
- Ma qual è il problema? Che vuole passare lei? E passi! Si accomodi, prego...
- Io non passo e non mi accomodo. Andrò quando sarà il mio turno. E lei che non passerà perché non ha il numero.
Nel frattempo uno dei medici si è liberato e dice al tipo: "Per me non c'è problema, se la fanno passare..."
- No, il signore non passa proprio, perché non ha il numero! affermo io con fare deciso. Silenzio tombale intorno.
Il tipo bofonchia non so quale parolaccia, si sfrega con rabbia le mani, quasi volesse prepararsi a sferrarmi un pugno, mi si piazza davanti con sguardo aggressivo, così ravvicinato da sentirmi sfiorare da quel rosso panzone dondolante e mi urla:
- PERSONE COME LEI NON DOVREBBERO ESISTERE SULLA FACCIA DELLA TERRA!
- ECCO PERCHÉ L'ITALIA VA COME VA! gli rispondo con fermezza.
Il tipo va via. Sento qualche sommesso: "che cretino, che maleducato..." niente di più. Tutto procede come se non fosse successo nulla. Sola, mi guardo tutt'intorno, a nessuno interessa nulla. Forte amarezza, ma insieme libertà e leggerezza.
Occorrerebbe contagiare in modo virale la voglia di non lasciarsi sopraffare dall'atteggiamento prevaricatore di alcuni, di non lasciarsi abbrutire dall'indifferenza di tanti, di trovare il coraggio e la gioiosa resposabilità di scegliere in ogni situazione ciò che è giusto e rispettoso dei valori della comunità in cui si vive.