Forse il mondo non si divide tra buoni e cattivi, ma tra chi sceglie di assumersi una responsabilità e chi sceglie di ritrarsi; tra chi accetta la fatica e a volte anche il rischio di aiutare qualcuno e chi pensa solo a non essere disturbato.
Un pomeriggio qualunque di una domenica qualsiasi. Sono le 16. Mi metto alla guida della macchina, presso il pulsante e il finestrino, invece di abbassarsi, sprofonda in un istante, risucchiato nella portiera; purtroppo è la terza volta che mi succede. Che fare? Il garage la domenica rimane chiuso fino alle 19; mi aspettano tre lunghe ore. Giacché non mi va di lasciare la macchina aperta per strada, decido di trascorrere il tempo a Villa Sperlinga; faccio una bella camminata, mi riposo un poʻ. faccio un altro giro. mi siedo su una panchina, nei pressi della macchina, ma sono proprio stanca, ho bisogno di stendere le gambe. Sono già quasi le 18. Decido di raggiungere il garage, per cercare di riposare un po’: reclino il sedile, socchiudo gli occhi, sperando che magari il garagista apra prima. All'improvviso. il cancello si apre! Felice, mi precipito verso l'ingresso e scorgo una donna.
–
Signora, mi scusi… aspetti un attimo, che entro la macchina.
La tizia mi guarda, con aria
sconcertata e mi lancia addosso un gelido:
– Lei non entra nessuna macchina!
Io rimango trasecolata.
–
Cosa dice signora?
–
Le ho detto che lei non entra nessuna macchina.
–
Ma scusi, per quale motivo non posso entrare la mia macchina?
–
Perché il garage è chiuso!
–
Veramente il garage in questo momento è aperto.
–
Sì, ma a quest'ora è chiuso e lei dovrebbe conoscere gli orari. (Ionesco docet...)
–
Sì, signora, è vero, lo so che la domenica apre alle 19. Ma io ho ottant'anni.
Si è rotto il finestrino alle 16, ed è già da due ore che sono ferma in macchina
ad aspettare... Le chiedo la cortesia di farmi posare l'auto...
–
Le ho detto di no. Non insista ancora!
E nel frattempo esce il suo
motore e chiude il catenaccio del cancello. Capisco che resterò con la macchina
fuori, ma le dico:
–
Scusi signora, forse non sono stata chiara. Io la macchina non la dovevo
prendere e portare via dal garage, ma volevo entrarla e lasciarla dentro. Potrebbe
spiegarmi dove starebbe il problema?
–
Ancora non la smette di insistere? Che ne so io di che cosa può fare lei... Io non voglio nessuna
responsabilità!!!
Allora la guardo con insistenza e
le dico:
–
Signora, la sua gentilezza è davvero disarmante. Non le auguro di incontrare nella
vita persone squisite e attente come lei.
Ma la tizia, come se niente
fosse, accende il motore e se ne va.
Rimango per un po' immobile,
profondamente amareggiata. Poi rientro in macchina a
riflettere sull'accaduto.
"Non voglio responsabilità!"
In queste tre parole, lo
squallore infinito di una persona disattenta, che pensa solo a se stessa.
Chi è incapace di attenzione e di
cura, chi pensa solo ai fatti propri e non vuole essere sfiorato dal bisogno
dell'altro, chi "non vuole responsabilità" non sta difendendo la
propria tranquillità, sta solo dichiarando la propria pochezza, la propria
sterile aridità, la propria disumanità. Nulla di nuovo purtroppo… c’è sempre
stato chi ha scelto di “lavarsi le mani” e di non assumersi alcuna responsabilità.
Oggi, più che mai, c'è bisogno di
ricordare che tutti apparteniamo alla stessa comunità umana e che siamo, in
qualche modo, tutti responsabili gli uni degli altri.
E com'è bello e salutare e
pacificante impegnarsi, ogni giorno e in ogni situazione, per far fiorire la
nostra "magnifica umanità"!
.jpg)

