10 ottobre 2026

LA RICONOSCENZA DEI CICLAMINI

 

 ringraziare e sorridere

 



​Non ho mai comprato una pianta di ciclamini dal fioraio. Ho sempre amato molto quelli della montagna dove vado tutte le estati, da oltre 75 anni. Sono piccoli e neppure profumati, ma per me sanno di casa.

Da oltre trent'anni, durante la fioritura, sradico con cura due o tre bulbi dal bosco e li sistemo nel terreno dinanzi alla nostra abitazione. Ce n’è perfino uno bianco, raccolto in Francia una ventina d'anni fa.

​A questi ciclamini io non ho dato nulla, se non un piccolo spazio in cui crescere. Non li irrigo, non li curo, solo li guardo sorridente quando o le foglie o i fiori emergono, fedeli, dal prato di aghi di pino. Crescono da soli, ritornando ogni ottobre a colorare i lati della scala d’ingresso.

Mi ringraziano semplicemente con il loro esserci. Io ho dato loro solo un po’ di terra; loro mi restituiscono, ogni anno, la meraviglia dell’essenziale.


– A volte, forse, basta solo offrire un po' di spazio nel nostro cuore, perché qualcosa o qualcuno fiorisca.

 

                                                                                      ////////



‒
So essere riconoscente a chi mi ha offerto uno spazio nel suo cuore?




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