Cronaca semiseria di un ordinario combattimento domestico
Ci sono giorni in cui, senza la virtù dell'attesa ‒ che è l'anima della Fede ‒ e senza la ricerca ostinata della Bellezza anche nelle piccole cose, sarebbe davvero impossibile sopravvivere. Oggi è stata una di quelle giornate.
Aperto il giornale, l'attualità mi offre le solite perle di
surrealismo, quelle che ti fanno pensare al teatro dell'assurdo come ad uno scenario quasi rilassante. Sulla TV si succedono spot pubblicitari demenziali
alternati con immagini di eventi e situazioni di disumana e inaccettabile violenza.
Con comoda calma, giunge il tecnico della linea telefonica, che ho
cercato di raggiungere superando tappe di indicibile difficoltà e che, con tono
solenne, diagnostica un guasto misterioso e borbotta un “Ci sentiamo a brevissimo”, per poi disperdersi velocemente per le scale. Dopo quasi quattro
ore dalla sua sentenza, i led del modem, che avevano continuato a balbettare con un velato verdino,
iniziano a lampeggiare con un rosso minaccioso, per poi spegnersi
definitivamente.
Giunge intanto sul cellulare una notifica per avvertirmi che qualcuno sta tentando di utilizzare il mio bancomat, contemporaneamente ad un messaggio whatsapp della signora che mi aiuta in casa e che mi comunica che è
rimasta bloccata al suo paese per uno sciopero aereo e che non sa quando potrà ripartire.
Sola contro il caos.
Per non farmi bloccare dagli intoppi, decido di rimboccarmi le
maniche e comincio le pulizie dal terrazzo: si sgancia il tubo dell'acqua e in
pochi minuti corridoio e cucina vanno assomigliando ogni minuto di più al sottopassaggio
di viale Regione Siciliana.
Nel bel mezzo della bonifica idrica, un compagno di scrittura mi
invia un messaggio urgente per chiedermi se sulla “È” maiuscola ci vada l'accento
grave o acuto e se la foto del suo gatto sia abbastanza poetica per essere inserita
nell’ultima raccolta del gruppo.
Il portiere citofona per avvertirmi che ‒ colmo del paradosso ‒ domani verrà pulita la cisterna
e non ci sarà acqua.
Intanto, fuori, il quartiere scorre tra chi occupa i
marciapiedi con macchine e motori, chi pensa a concimarli con gli escrementi
dei propri cani e chi protesta per due gocce d'acqua cadute nel frattempo dal
mio balcone.
Mi trovo prigioniera in casa, in ostaggio del tecnico che quasi
certamente non tornerà.
Che fare?
Lasciare che gli eventi rendano deprimente la mia giornata o
impegnarmi a praticare fedelmente il mio personale “Resistere resistere resistere”?
Mi fermo un istante, respiro e prendo il telefono, ma non per
chiamare il tecnico, bensì per fotografare un fiore appena sbocciato sul mio
balcone e trascrivere sul taccuino qualcosa di questa giornata insieme "qualunque e speciale".
E mi stupisco, ancora…
La vita è un mosaico davvero bizzarro!
‒ La resistenza, la poesia e la fede cominciano proprio
da qui: dal rifiuto di farsi rubare la meraviglia.
"Grazie per donarci la possibilità di meravigliarci, di stupirci nel constatare come riesci a cogliere la bellezza delle piccole cose per rimanere in equilibrio e in una tenera serenità. Non è facile, ma credo che il segreto risieda nella capacità di abbandonarsi con fiducia a Colui che ci ama."
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